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15 nov 2016

Un gatto non ama, si fa amare

By On 15 novembre
"Io e il mio compagno abbiamo preso un cane" - dice la ragazza seduta davanti a me alla sua amica - "Sai, è per fare pratica prima di avere un bambino..."
"Noooo, anche noi", risponde l'amica.

Avevo deciso di leggere e ignorare il loro cicaleccio per la durata di quel viaggio in treno, ma quella frase ha risvegliato la mia curiosità e, non lo nego, mi ha anche divertita.
Le ascolto con attenzione mentre si scambiano notizie sui loro surrogati di pargolo e consigli sui negozi più forniti di mantelline e cappellini anti pioggia per cani.
Sembrano due neo-mamme felici e d'un tratto non riesco più a fare a meno di impicciarmi degli affari loro e esordisco dicendo: "Se volete sapere come sarà la vita con un figlio dovreste fare pratica con un gatto, non con un cane".

Mi guardano attonite, forse anche un po' scocciate per l'intromissione, ma troppo educate per dirmi di pensare ai fatti miei. Anzi, mi invitano a continuare e mi chiedono il perché ...

"Perché un gatto?" - rispondo - "Perché un gatto ti sveglia la mattina alle 5 perché ha fame e non ti lascia in pace fino a che non ti alzi;
un gatto è delicato sul cibo e non c'è verso di fargli mangiare qualcosa di diverso da quello che ha deciso di mangiare;
un gatto pretende le coccole proprio nei momenti in cui tu hai altro da fare;
un gatto vuole sempre la tua attenzione;
un gatto salta e corre per tutta la casa sempre nei momenti in cui hai bisogno di pace;
un gatto non socializza con i gatti dei tuoi amici;
 un gatto non si lascia fare il bagnetto nemmeno se è completamente infangato;
un gatto fa sempre ciò che vuole e si ribella se cerchi di imporgli qualcosa;
un gatto non scappa quando combina un guaio, ma ti guarda con aria innocente;
un gatto esce tutta la notte e torna al mattino e se non lo vedi ti preoccupi perché pensi gli sia successo qualcosa;
un gatto non ama, ma sa farsi amare incondizionatamente ... proprio come un figlio!

07 ott 2016

Riproduciamoci. Servono laureati sottopagati

By On 07 ottobre
Lo ammetto, quando ho visto la campagna per il "fertility day" ho taciuto.
Certo ho ridacchiato parecchio. Chi non lo ha fatto? La profilica e benestante famigliola che sorride esponendo denti frutto della paziente opera di un ortodonzista, comparata al nero e al rasta che lo sbiancamento dei denti lo fanno al massimo con lo spinello ...

Il messaggio era chiaro: "Se vivi in modo promiscuo fai figli come un coniglio ;)"

Lo so non c'è tanto da scherzare su quella campagna, ma non c'è da scherzare nemmeno in quella che il nostro governo ha avviato per promuovere gli investimenti stranieri in Italia.
Insomma, dichiarare  pubblicamente che abbiamo i laureati più sottopagati d'Europa ... bisogna essere dei geni per farlo, ammettiamolo.

Immagina tratta dall'opuscolo Invest in Italy (clicca per ingrandire)

Appena l'ho vista ho pensato:"Ci deve essere un errore... La traduzione in inglese li avrà confusi".
Ma poi ho guardato oltre la scritta, ho guardato l'immagine e ho iniziato a sghignazzare senza più ritegno.
Eh già, perchè io nella foto non vedo due giovani laureati sottopagati, ma vedo una bella ragazza truccata da un'estetista e un vitellone che la guarda con l'occhio spermatozoico.

Leggo nuovamente il titolo che campeggia su fondo bianco e mi chiedo qual'è il capitale umano e quale il talento?

04 feb 2016

Cara Privacy, da quando ho Facebook mi manchi tanto ...

By On 04 febbraio
Vi ricordate com'era Facebook tanti tanti anni fa, quando in Italia lo conoscevano al massimo 50 persone?

Allora si scriveva poco di personale, perché i pionieri del social (io per prima) venivano da anni di forum in anonimato, dove ci si conosceva solo per nickname e si credeva fermamente che niente di privato dovesse trapelare in rete a causa di quel principio fondante dell'informatica che stabilisce che nulla possa mai essere veramente cancellato.

Insomma, pretendevamo privacy e soprattutto rispettavamo la privacy degli altri. Non mettevamo mai il nostro vero nome, anche se ci si conosceva tra di noi, e non inserivamo mai il giorno del compleanno perché pensavamo che gli amici veri non hanno bisogno che Facebook dica loro di farti gli auguri, ma ti telefonano e te li fanno a voce. A quei tempi noi saremmo decisamente inorriditi all'idea che Facebook pubblicasse le nostre foto per il #friendsday...

Negli anni le cose sono cambiate. La società tecnocratica e un po' nerd (ancora una volta io per prima) ha abbandonato Facebook ed è stata sostituita da un mosaico di umanità più aperta e socievole che a volte, in buona fede e un po' distrattamente, sbatte i fatti degli altri nelle altrui bacheche.

E allora ti capita di vedere lo scontrino del Viagra che la commessa di una farmacia ha fotografato per fare vedere quanto ha speso un cliente per un briciolo di ritrovata gioventù o la foto dell'amato cane ritratto mentre è  impegnato nel rito della sua igiene intima giornaliera con, sullo sfondo, il pezzo di mutanda dell'ignaro padrone di casa che ha avuto la sfortuna di passare nel momento in cui veniva scattata (e caricata) la foto.

Ma dalle bacheche altrui cadono anche conversazioni. Qualcuna mi strappa un sorriso, come quella in cui i ragazzi si interrogano su come si facesse a trovare un percorso prima dell'invenzione di Google Maps, o quella in cui tutti deridono l'amico secchione che per una volta ha "cannato" sostenendo che il naufragio del Titanic è realmente avvenuto mentre tutti (gli altri) sanno che è un film ;).

Qualche altra mi fa scoprire che l'amica dell'amica di una mia amica è in menopausa e che lo è anche l'altra amica dell'amica di un'amica della prima amica. E io, che non conosco nessuna di loro, vengo a scoprire in modo dettagliato consistenza e conformazione dei rotolini di adipe apparsi nel loro ventre a causa del cambiamento ormonale. E, lo ammetto, mi lascio trascinare in questa follia e leggo tutti i commenti, scoprendo l'esistenza di biancheria intima tecnologicamente avanzata che una volta infilata appiattisce il ventre, alza i glutei, snellisce le cosce e fa sì che il seno sfidi la legge di gravità ...
Ahimè! Anni di lotte femminili per liberarsi dai corsetti che comprimevano il busto gettate al vento davanti al sogno del leggins modellante.

Ma ci sono anche conversazioni che mi mettono tristezza ... Mi chiedo se è proprio necessario scrivere sotto il post che annuncia la dipartita del caro estinto: "R.I.P. Non ti conoscevo, ma mi dispiace tanto", oppure: "Che lutto terribile (faccina triste) abbraccio la famiglia" e subito sotto: "ma chi era?". Il tutto seguito da una serie di immagini di angeli e cherubini che in vita non ci hanno mai assistito, ma che a quanto pare nell'aldilà ci faranno compagnia (sempre che non siano dotati di smartphone anche loro).

R.I.P cara privacy, in questo #friendsday sei l'unica amica che voglio celebrare.


26 nov 2015

Black Friday, il venerdì nero del portafoglio

By On 26 novembre
Di solito storco il naso davanti alle tradizioni americane importate nel nostro Paese. Alcune, come la festa di Halloween, le taccio di bieco consumismo.
Ma poi mi trovo davanti nuove tradizioni di importazione come il Black Friday, pur sempre consumistiche, che in qualche modo riescono ad attrarre la mia attenzione e a far breccia (ahimè) nel mio portafoglio.

Certo, sfruttare al meglio l'occasione di un black Friday è impegnativo e richiede grandi capacità organizzative. Bisogna programmare una scaletta con tutti gli orari, negozio per negozio, e stilare una lista di tutte le occasioni perché, si sa, la maggior parte di questi sconti dura solo un'ora.
Inoltre,  bisogna saper ottimizzare gli itinerari per raggiungere i negozi e i percorsi all'interno del negozio stesso, per raggiungere al più presto e prima delle altre l'agognato prodotto super-scontato.
Insomma, la donna che riesce ad aggiudicarsi cinque diverse offerte in un solo Black Friday dovrebbe inserire questa sua abilità nel curriculum vitae ...

Ma anche se non siamo portate per gareggiare in questa maratona fisica all'acquisto, nulla ci impedisce di rinunciare. Basta essere un po' geek (o nerd) e cercare le offerte migliori partecipando ai  Black Friday online. Si monitora il sito, si sceglie il prodotto e e si mette in agenda (elettronica) un alert per essere avvisate dell'inizio dell'offerta. Al segnale acustico non ci resta che cliccare il link e procedere all'acquisto. Facile e veloce.

Ancor più comodo è iscriversi a servizi come  Amazon Prime per accedere alle offerte prima degli altri o spulciare tra le varie offerte negli outlet virtuali alla caccia del regalo di Natale perfetto e super-scontato, come la Borsa Termica per Racchette da Tennis  da regalare al fidanzato tennista, il plaid da viaggio  per l'amica freddolosa, il Set di copri-mazze per il fratello golfista, e la Felpa divertente per l'amico pantofolaio. Oppure, se mancano le idee, visitare il  Negozio Moto,  Audio o  Abbigliamento.

Insomma, se riteniamo di essere predestinate  a scialacquare il nostro budget, sappiamo benissimo che non ci serve uscire da casa per cadere in tentazione. Per appagare il nostro bisogno di possedere oggetti spesso inutili, ci basta uno smartphone. E allora cerchiamo almeno di acquistare al miglior prezzo possibile, almeno potremo dire "Non l'ho mai usato, ma è stato veramente un affare!" :D

04 nov 2015

La geografia ai tempi della geolocalizzazione

By On 04 novembre
Sto andando ad Assisi, domani sarò relatore al +TEDxAssisi

Il viaggio in treno è molto lungo e ho passato il tempo lavorando, ma ora la stanchezza inizia a farsi sentire, così mi rilasso guardando dal finestrino.

I sedili vicino a me sono occupati da una coppia giovanissima e dai loro due figli. 
I due bimbi sono chiaramente annoiati. Ad ogni stazione chiedono: “Siamo arrivati?” E tra una stazione e l’altra ripetono senza sosta: “Ma quando arriviamo?’
I genitori sono stanchi e non rispondono nemmeno più. 

Ad un tratto però la giovane mamma si anima e dice ai piccoli: “Guardate si vede il mare!” I bimbi si lanciano in un cicaleccio entusiasta: “il mare, il mare, che bello” - dice il maschietto - "Ci sono anche le barche!" - replica la femminuccia. 
Altri passeggeri incuriositi si affacciano ai finestrini. Qualcuno fa anche qualche apprezzamento sul mare.

A questo punto vado in panico, devo aver sbagliato treno! 
Prendo il cellulare e mi faccio geo-localizzare da Google … Posso tirare un sospiro di sollievo, sono in Umbria e sono diretta ad Assisi.

Ripongo il cellulare in borsa  e sorrido. Trent’anni fa avrei detto: "No signora, quello non è il mare, è il lago Trasimeno”.
Ma oggi no.
Oggi assistita dalla tecnologia mi è più facile dubitare di me stessa ...