Vita da lavoratori. Alle prese con il CV Europass

Mi hanno chiesto un CV Europass.

Non ne avevo mai compilato uno in vita mia, faccio parte della vecchia scuola, quella in cui il CV si scrive in modo diverso per ogni posizione di lavoro, mettendoci solo ciò che è rilevante per l’incarico per cui si concorre.

Ho comunque diligentemente scaricato il modello, ma non sono riuscita a compilarlo. Ho un sacco di dubbi.

Davvero vogliono che inserisca trent’anni di carriera? E’ un sacco di carta. Inizio a scrivere, ho deciso di non inserire tutto, dovrei cercare date e indirizzi nei vecchi contratti buttati da qualche parte in cantina, mi limito agli ultimi anni di lavoro.

Arrivo al riquadro istruzione. Sorrido. Quando hai più di 50 anni come me, difficile ricordarsi “l’elenco delle principali materie trattate o abilità acquisite” a scuola, è già tanto se ti ricordi che ci sei andata ;)

Passo oltre, mi si chiede dove ho acquisito le mie competenze comunicative. Questa è facile! Insegno comunicazione, e ho sempre lavorato in questo settore, l’ho scritto anche poco sopra.
Ma se me lo richiedono forse devo dare motivazioni diverse … ci penso su, intanto passo oltre.

Competenze organizzative e gestionali. Se hai fatto il direttore d’agenzia queste competenze le avrai, perché te le chiedono di nuovo?

Salto tutta la parte competenze.

Patente. Questa la so. Inserisco la categoria della patente, non ho la macchina perché uso solo mezzi pubblici, ma chiedono solo se ho la patente, non se guido, quindi lascio così.

E finalmente proprio in fondo dove nessuno legge, mi chiedono qualcosa di importante: seminari e conferenze. Finalmente una domanda seria sul mio mestiere! Chissà però se quaggiù in fondo qualcuno leggerà mai.

Ci penso su e straccio il foglio. Che diamine! Se vogliono una professionista seria che mi facciano compilare un CV serio, così come è in uso tra noi lavoratori della vecchia scuola.