Vita da pasticceri: colazioni interculturali

Ci sono delle pasticcerie speciali, quelle dove ci arrivi perchè senti nell'aria il profumo della sfoglia e del cioccolato, quelle che hanno quelle paste che sono una gioia per gli occhi oltre che per il palato, quelle dove entri perchè sai che sono calorie ingerite per il tuo benessere.

Ecco sono proprio dentro una di quelle, e aspetto il mio turno con l'impazienza di chi anela ad affondare i denti in un impasto soffice come se ne andasse della propria vita.
Davanti a me una coppia di americani osserva il bancone indecisa.

Poi lei finalmente chiede in inglese, "Avete dei doughnut alla fragola?" (i doughnut sono delle ciambelline fritte ricoperte di glassa colorata).
Il pasticcere non capisce. Loro provano a spiegarsi a gesti, lui offre tutto ciò che ha forma rotonda.

Impaziente intervengo e spiego al pasticcere che cercano la famosa ciambellina americana rosa.
Lui esplode in veneziano "Ti e ta morti, dighe che i vada a far marenda a casa de elò chitti", tradotto: "Li mortacci sua (esiste una traduzione italiana?) digli che vadano a far colazione a casa di Hello Kitty"