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13 ott 2014

Viaggio tra i bamboccioni sfigati

Sono minuta e riesco a salire in treno nonostante non ci sia più posto nemmeno in piedi.
Riesco a entrare in un vagone e mi incuneo nello stretto spazio tra la porta e il sedile. Sento la voce del capotreno che ci dà il benvenuto a bordo e ci augura buon viaggio, e trattengo un commento ironico.

Mi guardo intorno alla ricerca di un angolo migliore, ma il vagone è stipato all'inverosimile. Noto subito che le persone in piedi sono tutte anziane, mentre i sedili sono occupati da giovani studenti. "Eh, già - penso - loro sono più veloci a salire per prendere il posto".


Una signora anziana dall'aria molto stanca dice al marito: "Proviamo a vedere se in un altro vagone c'è un posto a sedere, non ce la faccio più a stare in piedi". Lui prova ad aprire un varco tra i passeggeri, ma non c'è spazio per farla passare. Un signore in piedi in fondo al vagone gli urla: "Vi conviene rimanere lì, negli altri vagoni è anche peggio!".
Lei allora si guarda attorno rassegnata, tra l'indifferenza totale dei giovani seduti.

Dopo un po' decide di sedersi per terra...

I ragazzi alzano la testa dai telefonini il tempo di un rapido sguardo. Qualcuno la guarda divertito e riprende subito ad agitare i pollici sullo schermo. La ragazza seduta vicino all'anziana si gira e  la osserva a lungo con aria disgustata.

Nessuno di loro si alza per cederle il posto.

Il marito della donna esasperato esclama: "Non prendetevela se vi chiamano bamboccioni sfigati, è quello che siete!"

Applaudo. Sono completamente d'accordo!


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