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2 feb 2015

Nuove professioni nate dalla lingua inglese

Una volta quando i Curriculum Vitae erano di carta facevamo tutti lavori poco creativi: segretarie, impiegati, ragionieri, assistenti, direttori.

Poi è arrivato internet, sono apparsi i social media e con essi anche Linkedin.
E tutto è cambiato!
Le vecchie mansioni sono state relegate alla banale sfera dell' economia reale e migliaia di inoccupati si sono riversati in rete impreziosendo il loro curriculum con nuove creative funzioni, rigorosamente in lingua inglese, che testimoniano alternativamente:

a) una pregressa esperienza lavorativa in un'altra galassia
b) una vita passata a leggere fumetti
c) l'utilizzo di Google Translate

Ammetto che non invidio chi lavora nelle agenzie interinali. Mi sono spesso chiesta come fanno a capire quali competenze si nascondono dietro qualifiche come:

  • "Senior Kindle Evangelist"
  •  "Mobile Sensei"
  • "Chief Marketing Guru"
  • "Retail Jedi"
  • "Accounting Ninja"
  • "Professionalist International and world-wide optical and vision-focused tenured professorship"
  • "Patron Saint of Academic Studying"
  • "Bread Scientist" (sì avete capito bene, l'ex-panettiere è ora scienziato del pane)
Questo fino a quando, passeggiando per il centro,  ho visto con la coda dell'occhio un cartello con un'offerta di lavoro: " Ricerchiamo Partner Territory Menager", scritto proprio menager, (in inglese: "Area Manager").


E tutto è diventato chiaro!
Reclutatori e inoccupati si capiscono al volo perché parlano lo stesso tipo di inglese :). 

Mi resta solo un dubbio. Chi valuterà se il candidato possiede veramente una "buona conoscenza della lingua inglese" ?


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