Cara Privacy, da quando ho Facebook mi manchi tanto ...

Vi ricordate com'era Facebook tanti tanti anni fa, quando in Italia lo conoscevano al massimo 50 persone?

Allora si scriveva poco di personale, perché i pionieri del social (io per prima) venivano da anni di forum in anonimato, dove ci si conosceva solo per nickname e si credeva fermamente che niente di privato dovesse trapelare in rete a causa di quel principio fondante dell'informatica che stabilisce che nulla possa mai essere veramente cancellato.

Insomma, pretendevamo privacy e soprattutto rispettavamo la privacy degli altri. Non mettevamo mai il nostro vero nome, anche se ci si conosceva tra di noi, e non inserivamo mai il giorno del compleanno perché pensavamo che gli amici veri non hanno bisogno che Facebook dica loro di farti gli auguri, ma ti telefonano e te li fanno a voce. A quei tempi noi saremmo decisamente inorriditi all'idea che Facebook pubblicasse le nostre foto per il #friendsday...

Negli anni le cose sono cambiate. La società tecnocratica e un po' nerd (ancora una volta io per prima) ha abbandonato Facebook ed è stata sostituita da un mosaico di umanità più aperta e socievole che a volte, in buona fede e un po' distrattamente, sbatte i fatti degli altri nelle altrui bacheche.

E allora ti capita di vedere lo scontrino del Viagra che la commessa di una farmacia ha fotografato per fare vedere quanto ha speso un cliente per un briciolo di ritrovata gioventù o la foto dell'amato cane ritratto mentre è  impegnato nel rito della sua igiene intima giornaliera con, sullo sfondo, il pezzo di mutanda dell'ignaro padrone di casa che ha avuto la sfortuna di passare nel momento in cui veniva scattata (e caricata) la foto.

Ma dalle bacheche altrui cadono anche conversazioni. Qualcuna mi strappa un sorriso, come quella in cui i ragazzi si interrogano su come si facesse a trovare un percorso prima dell'invenzione di Google Maps, o quella in cui tutti deridono l'amico secchione che per una volta ha "cannato" sostenendo che il naufragio del Titanic è realmente avvenuto mentre tutti (gli altri) sanno che è un film ;).

Qualche altra mi fa scoprire che l'amica dell'amica di una mia amica è in menopausa e che lo è anche l'altra amica dell'amica di un'amica della prima amica. E io, che non conosco nessuna di loro, vengo a scoprire in modo dettagliato consistenza e conformazione dei rotolini di adipe apparsi nel loro ventre a causa del cambiamento ormonale. E, lo ammetto, mi lascio trascinare in questa follia e leggo tutti i commenti, scoprendo l'esistenza di biancheria intima tecnologicamente avanzata che una volta infilata appiattisce il ventre, alza i glutei, snellisce le cosce e fa sì che il seno sfidi la legge di gravità ...
Ahimè! Anni di lotte femminili per liberarsi dai corsetti che comprimevano il busto gettate al vento davanti al sogno del leggins modellante.

Ma ci sono anche conversazioni che mi mettono tristezza ... Mi chiedo se è proprio necessario scrivere sotto il post che annuncia la dipartita del caro estinto: "R.I.P. Non ti conoscevo, ma mi dispiace tanto", oppure: "Che lutto terribile (faccina triste) abbraccio la famiglia" e subito sotto: "ma chi era?". Il tutto seguito da una serie di immagini di angeli e cherubini che in vita non ci hanno mai assistito, ma che a quanto pare nell'aldilà ci faranno compagnia (sempre che non siano dotati di smartphone anche loro).

R.I.P cara privacy, in questo #friendsday sei l'unica amica che voglio celebrare.